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THEO VIANA. di Valeria S. Lombardi
Se il rigore formale, la geometricità e la scarna resa del colore porterebbero ad una dimensione minimale,
si denota palpabilmente, immediatamente che nell'arte di Theo Viana, vi è un sentito, profuso, netto
superamento di questo, raggiungendo tra l' altro un' immediato aulico risultato del tutto personale.
Si registra nell'insieme invece un' ascetico interiore raffinamento, un' eleganza profusa in una intesa, profonda
maturità e si rimane invece del tutto sconcertati dalla giovane età dell'artista(classe 1973).
Si guardi ad esempio l' istallazione:"Stagioni"dove si respira un' aria solenne un' apoteosi di quanto pensato,
creato e reso allo sguardo incredulo del fruitore. Dodici ceppi di legno che segnano un trascorso, un vivendi
una compenetrazione quasi tra il bene ed il male, morte e vita accentuata alluso del bianco e nero.
Quello del profuso uso del materiale legno può richiamare l' origine sarda di questo artista. Una sorta di vincolo,
patto con il dato della natura, della terra generatrice, nell'immutabile ciclicità della vita.
Una componente invece più affine lambito concettuale si vede in un altra istallazione dal titolo: " 3-stagioni"
dove l' interazione con lo spettatore diviene quasi più ermetica , ma riporta tenacemente la ricerca postulata
da Theo Viana del legno combusto( forse un' elogio al lavoro perpetuato da Alberto Burri) con il dato della cenere
alla base delle protosculture quasi a simboleggiare il passo "nulla si crea, nulla si distrugge, ma tutto si trasforma".
Si denota invece nel ciclo "Status" un maggior apporto minimale con una componente che si può spingere
fino ad un richiamo all'arte informale, dato da quella casuale, frammentazione del legno trattato con il metodo
della combustione e della resina(che sembra come trattenere le mutazioni avvenute del materiale).
L' arte di Theo Viana varca anche una dimensione pittorica dove a volte pare perdurare un critico, asettico
minimalismo come nel ciclo"Solo" ed una sorta di istintiva ribellione invece nel ciclo"Evanescenze" che
appaiono riportare all'idea di Dan Flavin.
Theo Viana è davvero un' artista che inevitabilmente cambierà l' apporto della scultura italiana,
rendendola internazionale e per una volta il futuro, si può dire di averlo già trovato nel presente.
VALERIA S.LOMBARDI
Dott.ssa storia dell'arte contemporanea
laureata c/o Università Statale di Milano
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